INDENNIZZO DIRETTO – I.D.

Trattasi dell’argomento più discusso ogni qual volta si presenta un sinistro.

Il Codice delle Assicurazioni private l’ha introdotto con l’art. 149 per agevolare la liquidazione del danno patito dal soggetto NON responsabile del sinistro, il quale dovrebbe richiedere il risarcimento alla propria Compagnia di assicurazione e – solo per conoscenza – a quella del veicolo civilmente responsabile.

Sarà la Compagnia del soggetto danneggiato che provvederà a gestire e liquidare il sinistro per conto dell’Assicurazione del soggetto danneggiante-responsabile.

Le due Compagnie, in un secondo momento, in base alla Convenzione CARD, provvederanno a regolare i rapporti fra loro.

La procedura di Indennizzo Diretto (I.D.), però, attenzione, si applica solo a determinate condizioni e si sviluppa mediante un iter che coinvolge comunque tutte le parti interessate.

Si possono definire due fasi:

  1. fase stragiudiziale: interessa il responsabile civile del danno e la sua assicurazione;
  2. fase giudiziale: il danneggiato rivolge la domanda di risarcimento esclusivamente alla propria compagnia di assicurazioni, ed il responsabile non interviene nel contenzioso, mentre la sua assicurazione, benché possa intervenire in giudizio, non è considerata liticonsorte necessario.

Vediamo i primi due commi dell’Art. 149 disciplinante la procedura di I.D.:

  • in caso di sinistro tra due veicoli a motore assicurati per la RCA, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all’Assicurazione che ha stipulato il contratto di RCA;
  • la procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonché i danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente; nonché i danni alla persona subiti dal conducente non responsabile (purché risulti contenuto nel limite stabilito dall’art. 139);
  • la disciplina dell’I.D. non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero e ai danni subiti dal terzo trasportato (vds. art. 141).

Vi sono poi particolari limiti di applicazione:

  • il sinistro deve essere accaduto in territorio italiano;
  • il sinistro deve avere determinato da una collisione;
  • il sinistro deve avere coinvolto solo due veicoli;
  • il sinistro deve avvenire fra veicoli assicurati RCA e le compagnie devono avere aderito alla CARD;
  • i veicoli siano immatricolati in Italia, oppure nella Repubblica di San Marino oppure nello Stato della Città del Vaticano, purché assicurati con imprese aventi sede legale in Italia o che abbiano aderito alla procedura di ID;
  • il sinistro deve avere determinato danni materiali al veicolo, ai bei trasportati, che siano di proprietà del conducente o del proprietario, o anche danni fisici al conducente non responsabile, coi limiti dell’art. 139.

Secondo una recente pronuncia della Corte di legittimità, il procedimenti ID sarebbe applicabile anche nel caso di un terzo veicolo coinvolto nel sinistro, purchè non risulti responsabile.

In sostanza, sembrerebbe che la procedura sia applicabile quando, a seguito di una collisione fra due veicoli, vi sia anche un terzo veicolo danneggiato, non responsabile.

Quando anche una sola delle condizioni su elencate non fosse verificata, la procedura di ID non è applicabile e il danneggiato dovrà procedere con i criteri del sistema ordinario (art. 148, 141, 151 e ss.).

Procedura in fase stragiudiziale.

Denunciato il sinistro a mezzo del modello fornito dalla compagnia (cd. modello CAI), la procedura inizia con la richiesta di risarcimento inviata dal danneggiato, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento,  alla Compagnia del proprio veicolo o del veicolo che conduceva al momento del sinistro e per conoscenza alla Compagnia assicuratrice del veicolo responsabile del sinistro. La richiesta può essere fatta anche con lettera consegnata a mano o a mezzo telegramma o telefax o via telematica, tuttavia, occorre vedere cosa stabilisce il contratto di assicurazione, poiché la forma più corretta rimane quella della lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Una volta fatta la richiesta di risarcimento, si apre la fase istruttoria che condurrà alla formulazione dell’offerta risarcitorie o al diniego della stessa, nel termine di 30 giorni, nel caso il sinistro abbia causato danni a sole cose, e il modulo CAI sia stato sottoscritto da entrambi i conducenti coinvolti, e nel termine di 60 giorni nell’ipotesi di danni a sole cose, e nel termine di 90 giorni nel caso di lesioni personali.

Se la richiesta del danneggiato fosse incompleta, la Compagnia può chiedere chiarimenti o integrazioni entro 30 giorni, con conseguente sospensione dei predetti termini dell’offerta di risarcimento.

Nel caso di danni a sole cose, ai sensi dell’art. 135 c, 3 bis, qualora non siano stati identificati dei testimoni del sinistro, occorre che questi siano subito indicati nel modello di denuncia del sinistro; se dovesse mancare questa indicazione, l’Assicurazione può chiedere all’assicurato, entro il termine di 60 giorni, di integrare la denuncia del sinistro entro 60 giorni. L’Assicurazione avrà poi ulteriori 60 giorni di tempo per indicare suoi eventuali testimoni. Tutto ciò in quanto, in caso di giudizio, il giudice non potrà ammettere le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste dall’art. 135 c, 3 bis.

Infine, se la Compagnia riscontra motivi ostativi all’applicazione del procedimento d’ID, lo comunica al danneggiato entro 30 giorni dal ricevimento della denuncia di sinistro.

Viceversa, se la procedura è applicabile, la Compagnia nomina subito un Perito Assicurativo per la stima del danno.

Terminata la fase istruttoria, l’Assicurazione può:

  1. formulare l’offerta di risarcimento;
  • se il danneggiato dichiara di accettare, obbliga al pagamento entro 15 giorni; in questo caso, il danneggiato deve rilasciare quietanza liberatoria;
  • se in danneggiato non accetta l’offerta, la Compagnia è tenuta a pagare comunque l’offerta entro 15 giorni e il danneggiato resta libero di poter agire contro la società per ottenere un maggior risarcimento;

2. rigettare la richiesta di risarcimento;
3. non comunicare  alcuna offerta;

  • in questi ultimi due casi, il danneggiato può proporre azione diretta di cui all’art. 145 c. 2 nei confronti della propria Compagnia di Assicurazioni. La Compagnia del veicolo responsabile può chiedere di intervenire nel giudizio e può estromettere l’altra impresa, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato.

Grazie per l’attenzione.

Maurizio Evangelista.

 

(fonte: Infortunistica stradale di Antonio Tripodi – ed. ADMAIORA 2017).